giovedì 13 gennaio 2011

CAPUA13-01-2011 BERNARDINO MANZO CANDIDATO A PRIMO CITTADINO DI CAPUA

Capua 11/01/2010 Oramai nella città di Capua non si parla d’altro che delle prossime elezioni amministrative  ,che molto probabilmente si svolgeranno subito dopo pasqua e cioè nei primi giorni del prossimo mese di maggio .Ovviamente però  si deve tener conto anche dello sviluppo politico a livello nazionale .Vale a dire che se per un motivo o l’altro il presidente della repubblica sciogliesse le camere in seguito alle dimissioni del capo del governo ,si dovrebbero conciliare le  due tipologie di votazione :quelle comunali e quelle governative che certamente andrebbero svolte in un'unica tornata. Ma veniamo alla politica capuana .Gli schieramenti  politici che certamente  si fronteggeranno in questa prossima competizione elettorale  sono tre:Il centro sinistra che non ha ancora le idee chiare sul candidato a Sindaco ,mentre x il centro destra c’è molto caos .Infatti l’attuale Sindaco dovrebbe capeggiare uno schieramento che andrebbe a rappresentare parte del centrodestra .Considerato che non si sa ancora se  il partito del popolo della libertà lo appoggerà  .Il terzo schieramento che  è  la forza politica che fà capo a Pierferdinando casini,Rutelli ,fini ed altri  sostenuti da gran parte dei cittadini capuani tramiti i presidenti dei locali comitati civici vorrebbero essere rappresentati  dall’ex segretario politico dell’npsi  Dott. Dino Manzo che fino ad ora non ha sciolto le riserve .Infatti il Libero professionista di via porta roma sostiene che non ha dato ancora la sua completa disponibilità per una eventuale candidatura a primo cittadino di Capua .Ricordiamo che il dott. Dino Manzo (Srittore ,Poeta e Giornalista) dopo aver  aperto la sezione del partito :NPSI  ,fondato dall’onorevole Gianni De Michelis  e l’ex Sindaco di Villa Literno ed ex presidente del consiglio provinciale Vincenzo Tavoletta ,a Capua si candidò nello stesso partito per il senato della repubblica italiana nel 2006 ottenendo un lusinghiero risultato .Poi  decise di rispolverare  la sua passione per il giornalismo e  la scrittura narrativa  che lo vede attualmente impegnato quotidianamente .Ma alla chiamata politica dei suoi :amici di sempre :Casini-Rutelli e tavoletta  non si tirerebbe indietro ed afferma:La politica è un arte nobile e come tale bisogna rispettarla in nome  dei cittadini che ci affidano l’incarico di rappresentarli  nel massimo rispetto della perbenità e soprattutto dell’onesta.      

mercoledì 17 novembre 2010

NAPOLI17/11/10 Saviano: "La Lega dica perché tace sulla mafia infiltrata al Nord"

NAPOLI,17/11/10 Lo scrittore dopo le accuse di Maroni: "Inquietante, mi sfida come Sandokan. Se Berlusconi vuole venire a fare un elenco come gli altri, nessun problema. Il nostro successo? Un miracolo" ROMA - "Un attacco del tutto immotivato". ...

martedì 16 novembre 2010

ROMA 16/11/10SAVIANO FA' INCAZZARE IL MINISTRO MARONI.DI BERNARDINO MANZO

ROMA  - Dal premier Berlusconi e dal leader della Lega Bossi, a Pizza, segretario della Democrazia cristiana, passando per Di Pietro, Cesa, Rutelli, Pionati, Lombardo, ma anche per il presidente dell'Union Valdotaine Perron e il segretario Sudtiroler Volkspartei Theiner. E' il lungo elenco dei "segretari e presidenti di partito", una ventina, che Vieni via con me, se fosse "una tribuna politica", dovrebbe invitare nelle prossime puntate, "che però sono solo due". Così Fabio Fazio ha aperto questa sera la trasmissione, che ospiterà il presidente della Camera Fini e il segretario del Pd Bersani. Una lunga serie di nomi, seguita da quella di decine di partiti e movimenti, che è soprattutto una risposta alle polemiche dei giorni scorsi sulla presenza di Fini e Bersani e all'altolà della direzione generale, che ha chiesto ai responsabili di Vieni via con me di allargare la rosa degli inviti ai leader di Pdl, Lega, Idv e Udc. "L'elenco è aggiornato alle ore 21.10 di stasera", ha ironizzato in chiusura il conduttore.
RECORD DI ASCOLTI, OLTRE 9 MLN SPETTATORI E 30% - Nove milioni e 31 mila telespettatori per la puntata di ieri sera di Vieni via con me, pari al 30.21% di share: è l'ascolto record assoluto per Raitre della seconda puntata del programma con Fabio Fazio e Roberto Saviano. La trasmissione ha registrato quasi 20 milioni di contatti.
SAVIANO, LA 'NDRANGHETA AL NORD SI APPOGGIA SULLA LEGA  - ''La 'ndrangheta al Nord, come al Sud, cerca il potere della politica e al Nord interloquisce con la Lega''. Alle infiltrazioni delle organizzazioni criminali nel tessuto politico, economico e sociale nelle regioni settentrionali, in particolare in Lombardia, è dedicata questa sera l'orazione civile di Roberto Saviano a Vieni via con me. "La Lega da sempre ha detto che non vuole qui le manette o la repressione - ha sottolineato l'autore di Gomorra - ma non basta, perché sono i soldi legali che irrorano questo territorio, è lì che il fenomeno deve essere contrastato". Lo scrittore ha citato poi un brano di un'intervista a Miglio in cui l'ideologo della Lega si definiva a favore del "mantenimento anche della mafia e della 'ndrangheta'' e sottolineava che "bisogna partire dal concetto che alcune manifestazioni tipiche del sud hanno bisogno di essere costituzionalizzate". "Insomma - ha commentato - Miglio diceva che le mafie devono essere costituzionalizzate". Contrastare le organizzazioni criminali "é fondamentale - ha aggiunto Saviano - ma ci sono leggi che possono favorirle: con lo scudo fiscale, per esempio, il rischio è che siano i loro capitali a tornare in Italia". Lo scrittore ha concluso il suo monologo con un messaggio di ottimismo e di speranza. "In realtà non è tutto scuro, il fatto che stasera ne stiamo parlando è già un miracolo. Una delle cose che le organizzazioni temono di più è l'agire da uomini, il non piegarsi. Nel momento in cui ognuno di noi non fa il male, sta facendo arretrare loro e sta forse sognando un'Italia diversa".
MARONI: DA SAVIANO ACCUSE INFAMANTI, RAI MI FACCIA REPLICARE - ''Come ministro e ancora di più come leghista mi sento offeso e indignato dalle parole infamanti di Roberto Saviano, animate da un evidente pregiudizio contro la Lega". Lo ha detto all'ANSA il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, commentando le critiche alla Lega nel monologo dello scrittore ieri sera nel programma 'Vieni via con me'. Ho chiesto al Cda della Rai il diritto di replica alle incredibili accuse lanciate da Roberto Saviano ieri sera nella trasmissione 'Vieni via con me'". Lo ha detto all'ANSA il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, commentando le critiche alla Lega nel monologo di ieri sera nell'ambito del programma di Raitre. "Vorrei - ha aggiunto il ministro - un faccia a faccia con lui per vedere se ha il coraggio di dire quelle cose guardandomi negli occhi".
MAZZETTI, MARONI? PUO' REPLICARE ALTROVE - "Maroni è un ministro della Repubblica e ha disposizione telegiornali e altri programmi di approfondimento politico per replicare. Il nostro è una programma culturale, dove i politici vengono solo se sono funzionali al racconto delle puntate". E' quanto afferma all'ANSA il capostruttura di Raitre e responsabile di 'Vieni via con me', Loris Mazzetti, in merito alla richiesta di replica da parte del ministro degli Interni, Roberto Maroni, alle parole di Roberto Saviano sulle infiltrazioni della 'ndrangheta al Nord. ''Se poi abbiamo insultato qualcuno o detto cose non vere, c'é sempre la magistratura a cui rivolgersi - aggiunge Mazzetti - Io penso che l'onestà intellettuale di Saviano non possa vivere di condizionamenti. La cronaca ci racconta di episodi di criminalità in cui sono coinvolti esponenti leghisti e se Saviano non ne avesse parlato, si sarebbe autocensurato". In merito alla presenza di politici nelle prossime due puntate, Mazzetti ha fatto sapere che al momento "non si può escludere, ma si stanno ancora facendo le scalette". "I politici verranno solo se saranno funzionali al programma - ha spiegato - e dovranno mettersi a disposizione degli autori come hanno fatto Vendola, Fini e Bersani, che hanno rispettato spirito e tempi della trasmissione. Il loro intervento ha azzerato tutte le critiche preventive, perché non c'é stata alcuna propaganda, ma solo la lettura di due elenchi. Quelle di questi giorni sono polemiche pretestuose: basta pensare che nessuno dei politici di centrodestra ha chiesto di venire al posto di Vendola a leggere l'elenco sull'omosessualità nella prima puntata. Noi non siamo una tribuna politica e non siamo neanche in regime di par condicio". "La prima puntata era la puntata di Benigni che ha fatto da ariete - ha aggiunto Mazzetti, ragionando sul boom di ascolti - la seconda era più strutturata e credo che abbia pesato il tam tam delle gente, come si faceva per la Rai di una volta". In merito al picco di ascolti fatto registrare da Saviano nel racconto sulla 'ndrangheta e sulla storia di Piergiorgio Welby, Mazzetti ha affermato che lo scrittore ''ha fatto tesoro dell'esperienza della prima puntata ed è stato più efficace. All'esordio sentiva una grande responsabilità ed era molto emozionato. Bisogna considerare che lui fa tutto a braccio, non é in grado di leggere il gobbo, legge ogni tanto i suoi appunti e ha un aiuto solo sui tempi".
PIER SILVIO BERLUSCONI, COMPLIMENTI ALLA RAI - "Bel risultato, complimenti alla Rai". Così il vice-presidente di Mediaset, Pier Silvio Berlusconi, ha commentato il risultato ottenuto ieri dalla trasmissione di Rai3 condotta da Fabio Fazio e Roberto Saviano che ha sbancato l'auditel con 9 milioni di telespettatori contro i 5-6 milioni del Grande Fratello in onda su Canale 5. Nel corso del convegno all'Università Cattolica, Pier Silvio Berlusconi, rispondendo alle domande degli studenti, che gli chiedevano se sarà possibile vedere un programma come quello di Fazio e Saviano sui canali Mediaset, ha ricordato che "il programma di Fazio è della Endemol (gruppo Mediaset, ndr) che ne segue la produzione. Questa trasmissione è andata molto bene perché se ne è parlato molto sui giornali in questi giorni e ha acceso l'attenzione del pubblico. E' un successo della Rai comunque", ha ribadito.
BERLUSCONI DOMANI A MATRIX SU CANALE 5 - In televisione per spiegare agli italiani le sue ragioni e cosa sta accadendo al governo. Silvio Berlusconi domani andra' negli studi di '
Matrix', la trasmissione di approfondimento di Canale 5 per registrare un suo intervento. E' quanto si apprende in ambienti di governo. Ancora non e' stato stabilito l'orario della registrazione ma si ipotizza che possa avvenire nel pomeriggio.
BERSANI, FINI? UNA CHIACCHIERA LA SI FA SEMPRE...  - "Una chiacchiera la si fa sempre...". Così il segretario del Partito Democratico Pierluigi Bersani ha risposto, uscendo dagli studi Rai dove è intervenuto alla trasmissione di Fazio e Saviano, a chi gli chiedeva se avesse colto l'occasione per parlare con il presidente della Camera Gianfranco Fini, presente anch'egli al programma. In particolare, a Bersani è stato chiesto un commento sull'ipotesi di un'alleanza con Fli, ma il segretario si è limitato a questa battuta, prima di salire in macchina per andar via. Qualche minuto prima era uscito dagli studi di via Mecenate anche Fini, che si è allontanato da un'uscita laterale insieme alla compagna Elisabetta Tulliani, senza fermarsi a rilasciare dichiarazioni.

ENGLARO E WELBY, TRA DIRITTO ALLA VITA E ALLA MORTE  - Il diritto alla vita, ma anche quello alla morte, irrompono a Vieni via con me, con l'intervento di Beppino Englaro, padre di Eluana, per la quale scelse nel 2009 di interrompere le terapie, e di Mina Welby, vedova di Piergiorgio, affetto da distrofia muscolare e al centro di un caso mediatico e legale contro l'accanimento terapeutico (fu aiutato a morire nel 2006 da un medico poi prosciolto). Beppino Englaro ha letto l'elenco delle "cose di Eluana che i suoi genitori hanno sempre saputo di lei": "il suo desiderio di libertà rispetto a tutto quello che lei avvertiva come violenza" e ancora il fatto che "Eluana era una giovane consapevole e informata con idee e principi personali molto chiari riguardo la sua vita", che "mai avrebbe voluto vivere senza priva di coscienza e mai avrebbe tollerato la continua profanazione del suo corpo. Noi genitori le abbiamo dato solo voce: se avesse potuto esprimersi - ha sottolineato - lo avrebbe fatto lei". Englaro ha elencato anche alcuni principi di diritto sanciti dalla Cassazione proprio dopo la vicenda di Eluana ("Va rispettata la persona che ritiene di poter essere tenuta in vita artificialmente. Allo stesso modo va rispettata la persona che ritiene di non poter accettare una vita priva di relazioni con il mondo esterno"). In scena è arrivata poi Mina Welby - affiancata da Roberto Saviano, che ne ha raccontato la storia d'amore con Piergiorgio - che ha letto le cose dette dal marito "nel giorno più bello della sua vita", cioé quello della morte. Piergiorgio, ha raccontato Mina, le chiese di mettere Vivaldi, ma lei non riuscì a trovare il disco: "Allora lui mi ha chiesto di mettere Bob Dylan: il primo disco che trovai, a casaccio, era 'Tonight I'll be staying here with yoù (stanotte resterò qui con te)". Piergiorgio Welby non avrà le esequie in chiesa, a differenza di boss e criminali - ha sottolineato Saviano - come Enrico de Pedis Francisco Franco, Augusto Pinochet.
CICCHITTO, SETTARISMO E MEDIOCRITA' - "La trasmissione 'Vieni via con me' é un misto di settarismo e di mediocrità", afferma Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Pdl alla Camera. "Fazio e Saviano - aggiunge - hanno fatto dei mediocri comizi senza contraddittorio. Saviano ha attaccato la Lega senza che venisse data a nessuno la facoltà di risposta. Anche l'invito ristretto a Fini e a Bersani a parlar di destra e di sinistra è una manifestazione di faziosità; entrambi non sono certamente al di sopra delle parti e hanno offerto delle performance di per sé modeste, paradossalmente peròinferiori sul terreno della faziosità ai comizi dei due conduttori. A questo punto - prosegue Cicchitto - non ci resta che rivolgere un interrogativo al presidente della Rai, al suo direttore generale, sulla incredibile unilateralità di questo e di molti altri talk show. Che in un contesto del genere venga attaccato Minzolini - conclude - dà il segno di una ottusa faziosità imperante nel mondo radiotelevisivo".

ROMA 16/11/2010.I FINIANI ESCONO DAL GOVERNO .GOVERNO IN BILICO. BERLUSCONI:FIDUCIA O VOTO.DI BERNARDINO MANZO

Tre ore uno di fronte all'altro,nella villa di Arcore, ma Silvio Berlusconi non cambia idea. Il pressing di Umberto Bossi per ragionare sull'ipotesi di una crisi pilotata non lo convince. Meglio andare avanti con la Finanziaria e poi portare la crisi in Parlamento. Della serie fiducia o voto, magari solo alla Camera come ipotizzato ieri, piuttosto che rischiare di essere impallinato dai finiani che lo vogliono mettere da parte. Il Carroccio si allinea confermando l'asse con il presidente del Consiglio. Il Cavaliere non si fida del presidente della Camera e dei suoi deputati, e raduna attorno a sé il triunvirato composto da Sandro Bondi, Ignazio La Russa e Denis Verdini, insieme al fidato Guardasigilli Angelino Alfano, intenzionato a ribadire la sua linea. Che è quella di andare avanti, senza tentennare, perché il governo otterrà il via libera sia alla Camera che al Senato. E se mai non dovesse andare così, allora non resterebbe che chiedere lo scioglimento della Camera e le elezioni.

Un ragionamento ripetuto all'amico Senatur, che dopo aver riunito i suoi nella sede federale del Carroccio, a Milano, con i fedelissimi si sposta ad Arcore per rinnovare la tradizione del vertice del lunedì. Insieme a lui ci sono i ministri Roberto Calderoli e Roberto Maroni, il capogruppo alla Camera Marco Reguzzoni, il governatore del Piemonte Roberto Cota, il segretario lombardo Giancarlo Giorgetti. E c'é il figlio del leader del Carroccio, Renzo Bossi, ormai una presenza fissa accanto al padre dopo l'elezione nel Consiglio regionale della Lombardia. Abbracci, saluti e pacche sulle spalle, poi inizia la lunga discussione. E scatta il pressing di Bossi, che un sigaro dietro l'altro e l'immancabile Coca Cola, prova a convincere il presidente del Consiglio a far passare l'ipotesi della crisi pilotata. Una strategia abbozzata anche nell'incontro della scorsa settimana con il ribelle Fini e pensata apposta per portare a casa in tempi brevi il federalismo tanto caro al Carroccio e vincere così quella che per il popolo delle camicie verdi è la grande battaglia. Nelle pause c'é anche tempo per qualche battuta sulla vittoria del Milan nel derby, che per una sera ha ridato il sorriso al premier e gli ha fatto dimenticare le beghe di palazzo. Il premier, quando si parla di politica, ascolta con attenzione l'alleato, come si fa con le persone per cui si nutre profondo rispetto. Resta il fatto che non vuole correre il pericolo di essere messo da parte -pensa- come vorrebbero i finiani. Un rischio troppo alto, soprattutto ora che Futuro e Libertà ha ritirato la sua delegazione dal governo mettendo in atto le minacce dei giorni scorsi.

FINIANI ESCONO DA ESECUTIVO - Con la partenza dalle rispettive segreterie delle lettere di dimissioni della delegazione finiana al governo, si apre infatti una ulteriore fase della crisi politica. Escono dal governo il ministro alle Politiche Europee Ronchi, il viceministro allo Sviluppo Urso, i sottosegretari Bonfiglio e Menia. 'Si consuma il tradimento', commenta il ministro del Welfare Maurizio Sacconi, a parere del quale l'alternativa a Berlusconi non possono essere che le elezioni. Domani il capo dello Stato vedrà i presidenti delle due Camere, e sono state sconvocate le conferenze dei capigruppo. Intanto, Gianfranco Fini accusa la classe dirigente d'aver smarrito il senso della dignità e il sottosegretario alla presidenza Gianni Letta auspica che il Paese esca da divisioni e contrapposizioni. I gruppi Fli confermano il loro sostegno alla finanziaria. All'opposizione sulle possibili nuove alleanze interviene la presidente del Pd Rosy Bindi: 'faremo di tutto per rendere possibile un governo di solidarietà nazionale', dice, 'ma se Berlusconi ci porta a votare non possiamo fare l'errore del '94' e 'dovremmo allearci con Fini e Casini che tentano di costruire il terzo polo, nel nome della Costituzione e della democrazia'. Di un voto che superi i 'tabù dettati dai vecchi muri di confine', parla anche il finiano Briguglio con un patto tra chi aspira a rifondare il centrodestra come Fli, Udc, Mpa e Api, e il Pd'.

SACCONI, SI STA CONSUMANDO IL TRADIMENTO - "Con il ritiro della delegazione dei finiani dal Governo si sta consumando il tradimento". Lo ha detto a Cividale (Udine), prima di partecipare ad un convegno di Confindustria, il Ministro del Welfare, Maurizio Sacconi.
Secondo Sacconi "ora bisognerà vedere quale sarà il comportamento della Camera, a partire dal Senato". Per il Ministro del Welfare, "il Presidente del Consiglio dovrà innanzitutto verificare se ha il consenso in quella Camera. Se non ci dovesse essere nelle Camere il consenso io credo che gli italiani - ha proseguito Sacconi - non possano essere espropriati del loro diritto di scegliere chi li guida. Sarebbe davvero colpevole regredire - ha aggiunto - ad un tempo nel quale il Parlamento era frastagliato e i Governi venivano composti e ricomposti secondo geometrie figlie solo della nomenclatura, del palazzo e non della volontà degli elettori".

FRANCESCHINI A FINI, MOZIONE SFIDUCIA PRIMA DATA UTILE - "Sono a chiederle la fissazione della data della discussione della mozione di sfiducia da noi presentata nella prima giornata utile consentita dal calendario parlamentare, successivamente all'approvazione della legge di stabilità da entrambe le Camera". E' quanto scrive il capogruppo del Pd alla camera Dario Franceschini in una lettera inviata al presidente della camera dei deputati Gianfranco Fini.

lunedì 15 novembre 2010

ROMA15/11/10 Sulle possibili nuove alleanze interviene la presidente del Pd Rosy Bindi: 'faremo di tutto per rendere possibile un governo di solidarietà nazionale', dice, 'ma se Berlusconi ci porta a votare non possiamo fare l'errore del '94' e 'dovremmo allearci con Fini e Casini che tentano di costruire il terzo polo, nel nome della Costituzione e della democrazia'. Di un voto che superi i 'tabù dettati dai vecchi muri di confine', parla anche il finiano Briguglio con un patto tra chi aspira a rifondare il centrodestra come Fli, Udc, Mpa e Api, e il Pd'.
NUOVO COLLOQUIO FINI-NAPOLITANO-LETTA - Ancora un breve colloquio tra il presidente della Camera, Gianfranco Fini, il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, ed il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta, nello studio di Fini al termine della presentazione del Rapporto di "Italiadecide", "L'Italia che c'é ". Al termine del colloquio la terza carica dello Stato ha accompagnato Napolitano e Letta, che insieme hanno lasciato Palazzo Montecitorio.
FINI,CLASSE DIRIGENTE HA SMARRITO IL SENSO DIGNITA' - "Tra le responsabilità della classe dirigente c'é anche quella di aver smarrito quel senso della dignità, della responsabilità e del dovere che dovrebbero essere proprie di chi è chiamato a ricoprire cariche pubbliche. I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina e onore, come prevede un articolo della Costituzione che è tra i meno citati e conosciuti". E' uno dei passaggi del discorso del Presidente della Camera, Gianfranco Fini, in apertura della presentazione del rapporto "L'Italia che c'é", di 'Italia decide' presieduta da Luciano Violante, di fronte al Capo dello Stato Giorgio Napolitano ed al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta.
FRANCESCHINI A FINI, MOZIONE SFIDUCIA PRIMA DATA UTILE - "Sono a chiederle la fissazione della data della discussione della mozione di sfiducia da noi presentata nella prima giornata utile consentita dal calendario parlamentare, successivamente all'approvazione della legge di stabilità da entrambe le Camera". E' quanto scrive il capogruppo del Pd alla camera Dario Franceschini in una lettera inviata al presidente della Camera Gianfranco Fini.
SACCONI, SI STA CONSUMANDO IL TRADIMENTO - "Con il ritiro della delegazione dei finiani dal Governo si sta consumando il tradimento. In questa difficile fase politica deve prevalere una regola oggettiva: o Berlusconi o elezioni". Lo ha detto a Cividale (Udine), prima di partecipare ad un convegno di Confindustria, il Ministro del Welfare, Maurizio Sacconi. Secondo Sacconi "ora bisognerà vedere quale sarà il comportamento della Camera, a partire dal Senato". Per il Ministro del Welfare, "il Presidente del Consiglio dovrà innanzitutto verificare se ha il consenso in quella Camera. Se non ci dovesse essere nelle Camere il consenso io credo che gli italiani - ha proseguito Sacconi - non possano essere espropriati del loro diritto di scegliere chi li guida. Sarebbe davvero colpevole regredire - ha aggiunto - ad un tempo nel quale il Parlamento era frastagliato e i Governi venivano composti e ricomposti secondo geometrie figlie solo della nomenclatura, del palazzo e non della volontà degli elettori"
BERLUSCONI, SE MI SFIDUCIANO SCIOGLIERE SOLO CAMERA - Prima il voto alla Legge di stabilità, poi la questione difiducia che" sono sicuro avremo al Senato e, credo, anche allaCamera". Se però a Montecitorio il governo non dovesse averela maggioranza "si andrà a votare", ma soltanto per la Camerae non per il Senato, in modo da riconquistare la maggioranzaperduta con la defezione dei finiani. Silvio Berlusconi telefonaalla convention del Pdl "Dalla parte del Cavaliere" a Milanoed indica quello che definisce "il percorso che ci porteràfuori da questa situazione".

ROMA15/11/10 I FINIANI RITIRANO LA LORO DELEGAZIONE AL GOVERNO.

Domani Napolitano incontra Schifani e Fini,  sconvocate le conferenze dei capigruppo di Camera e Senato
Il Fli ha ritirato la sua delegazione al governo: 'Consegneremo le nostre lettere di dimissioni irrevocabili', annuncia il sottosegretario di Fli alle Politiche agricole Antonio Buonfiglio. Per valutare la situazione il presidente del Consiglio, Berlusconi incontrerà ad Arcore i vertici della Lega Nord ed i coordinatori del Pdl.

CAPUA,15/11/10 QUESTI SONO I VERI MOTIVI CHE FRENANO DINO MANZO A RISCENDERE IN POLITICA,

TRA L'ATTUALE CLASSE POLITICA VI E' TROPPA GENTE :LADRA,CORROTTA,COLLUSA,DISONESTA,INQUISITA,INDAGATA ARRESTATI,ECC.Quindi E' OPPORTUNO CANCELLARE TUTTO E DARE LA POSSIBILITA' AL POPOLO ITALIANO DI SCEGLIERSI UOMINI ONESTI,NON CORROTTI,NON INQUISITI ECC. IN MODO DA POTER ESSERE DEGNAMENTE RAPPRESENTATI.